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Progetto Egitto

I Copti

L’Egitto (Repubblica Araba d’Egitto), situato al Nord Est del continente africano,
comprende anche la penisola asiatica del Sinai ed è sempre stato un crocevia tra i due
continenti, l’Africa e l’Asia, e passaggio obbligato per le comunicazioni dell’Europa con il
Corno d’Africa, l’India, l’Estremo Oriente e l’Oceania, ancor prima dell’ apertura del Canale
di Suez. La popolazione, in costante aumento, ha raggiunto oggi 72 milioni di abitanti.
La Capitale è Il Cairo (Al Qahirah) che conta più di 18 milioni d’abitanti; altre città
importanti sono Alessandria, Assiut, Minia, Luxor, Assuan, Port Said e Suez. Stanno
inoltre acquistando crescente importanza i siti balneari frequentati da turisti stranieri,
europei ed arabi, quali Sharm El Sheikh, nella Penisola del Sinai o Marsa Matruh sul
Mediterraneo. Lingua ufficiale è l’arabo, ma nei rapporti sociali con gli stranieri si usa
l’inglese.

La maggioranza degli egiziani (quasi il 90%) è musulmana. L’Islam entrò in Egitto attorno
al 640, con gli arabi. Secondo gli storici, in Egitto furono gli stessi Copti a facilitare la loro
conquista, per reagire alla pesante dominazione assira, che era subentrata a quella
bizantina. Al Cairo si trova la celebre Università islamica dell’Azhar che cura la formazione
di predicatori da inviare come missionari nelle diverse parti del mondo. Qui giungono tutti
coloro che vogliono studiare il Corano per poterlo predicare nel proprio paese.

I cristiani costituiscono una minoranza e sono in prevalenza copto-ortodossi. Il termine
copto deriva dal greco aigyptios e indica i cristiani della Chiesa d’Alessandria che
seguirono i loro vescovi, quando questi respinsero le conclusioni del Concilio di
Calcedonia del 451, e si separarono dal resto della Chiesa. I Copti ricordano con orgoglio
che ad ascoltare S. Pietro il giorno della Pentecoste vi erano degli abitanti dell’Egitto (Atti
2,10) i quali, ritornati nelle loro case, avranno certamente incominciato ad annunziare il
Vangelo; quanto alla tradizione, essa fa risalire la prima predicazione del cristianesimo ai
tempi degli apostoli, e precisamente a S. Marco Evangelista. Il copto, antica lingua egizia
in uso fino all’VIII secolo, ha continuato a sopravvivere in alcuni ambienti ristretti e in alcuni
brani liturgici cristiani.

Accanto al gran numero di copti-ortodossi, vi sono più di 250.000 copti-cattolici, di cui
50.000 di rito latino. I Copti cattolici sono sparsi per tutto il paese, ma provengono quasi
tutti dall’Alto Egitto (il sud del paese), e particolarmente dai villaggi, nei quali agli inizi del
sec. XVIII avvennero le prime adesioni di fedeli copti alla Chiesa Cattolica, per la
predicazione dei Gesuiti (sino alla loro soppressione) e dei Francescani. La comunità
copta-cattolica è ben strutturata ed è governata da un Patriarca con i suoi vescovi, i quali
costituiscono il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Copta Cattolica. Questa stessa
molteplicità costituisce la ricchezza di un mondo nel quale l’incontro ed il confronto con
l’altro sono pane quotidiano, e stimolano ad aprirsi verso il diverso, a cercare di capirlo, di
stimarlo, di dialogare con esso.

La terra d’Egitto è stata scenario dello storico incontro tra S. Francesco e il Sultano a
Damietta, sulla costa del Mar Mediterraneo a 300 km da Alessandria, nel versante est del
Delta del Nilo. Nel XVII secolo arrivarono nell’Alto Egitto i primi francescani missionari
della Toscana e di altre Province. Probabilmente i toscani fondarono le missioni di Mina (la
I° missione), Assiut, Nag-Hammadi, Derb, Farschut, Qena, Twairat, Luxor, Armant, Reina,
Resakat, Esna, Kom Ombo. I frati toscani erano giunti qui per intessere contatti con
l’Etiopia e la Chiesa di Funji (Nubia), di fede ortodossa: lo scopo cioè era ecumenico. Ma il
nuovo patriarca ortodosso li rifiutò e i frati rimasero nell’Alto Egitto fondando alcune
missioni (parrocchie, scuole...). Anche questo fatto ha permesso che sopravvivesse una
piccola parte di cattolici.

Dal 1992 la Provincia dei frati minori intitolata alla Sacra Famiglia è diventata autonoma
grazie all’impegno dei frati egiziani. Il loro lavoro oggi continua nel servizio pastorale verso
le comunità cristiane sparse per il paese, ma anche aiutando la popolazione,
indipendentemente dall’appartenenza religiosa, attraverso scuole, orfanotrofi e azioni
caritative di vario genere. I frati egiziani oggi sono anche missionari in alcuni paesi del
Medio Oriente e dell’Africa, in aiuto a loro volta delle minoranze cristiane.

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Ti proponiamo di venire con noi per un viaggio di conoscenza delle comunità coptocattoliche
attraverso la guida dei frati francescani egiziani. Visiteremo le antiche chiese
copte del Cairo, ricche di arte e storia, e monasteri nel deserto; visiteremo le comunità
cristiane, vivendo momenti di scambio e festa con loro; visiteremo i territori in cui sono
operativi alcuni progetti di aiuto, non dimenticando le bellezze archeologiche degli antichi
egizi presso il Cairo e Luxor.

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